L’artroscopia al ginocchio è dolorosa?

di Dott. Gabriele Drago 8 min di lettura

Durante l’artroscopia non si sente dolore, grazie all’anestesia. Dopo, è normale un fastidio moderato per alcuni giorni, che si controlla bene con farmaci, ghiaccio e gamba sollevata. L’intensità dipende da cosa è stato fatto: un intervento sul menisco pesa meno di una ricostruzione del legamento crociato. Il dolore che aumenta, invece, va segnalato.

Durante l’intervento non si sente dolore

La paura del dolore è una delle ragioni per cui alcune persone rimandano un intervento di cui avrebbero bisogno. La capisco, e preferisco affrontarla con numeri e descrizioni concrete invece che con rassicurazioni generiche.

Durante l’artroscopia il dolore non c’è. L’anestesia è di norma la spinale: le gambe diventano insensibili per circa tre ore e si può restare svegli o leggermente sedati, come si preferisce. Al massimo resta la sensazione di pressione o di movimento, che qualche paziente descrive come «sentire che stanno lavorando, ma da lontano».

Nell’artroscopia del ginocchio il dolore dipende soprattutto da ciò che si è fatto dentro l’articolazione, e in parte dall’anestesia scelta.

Il dolore vero comincia quando finisce l’anestesia

Il momento che i pazienti ricordano di più non è l’intervento, ma le ore successive. Quando l’effetto dell’anestesia svanisce, compare un indolenzimento profondo, spesso descritto come tensione o come una sensazione di pienezza dentro l’articolazione.

Nasce da tre cose insieme: il liquido usato durante la procedura, un piccolo sanguinamento interno e la reazione dei tessuti trattati. Non è il dolore acuto di una ferita, ma un fastidio costante che peggiora se si sta troppo in piedi.

Se è stato eseguito un blocco dei nervi, questo passaggio arriva più tardi, anche dopo diverse ore. È utile saperlo: quando il blocco svanisce, conviene aver già preso l’antidolorifico prescritto, senza aspettare che il dolore si faccia sentire del tutto.

Il gonfiore è il motore del dolore dei primi giorni

Un ginocchio gonfio fa male perché il liquido in eccesso mette in tensione la capsula articolare, che è ricca di terminazioni nervose. È il motivo per cui dolore e gonfiore salgono e scendono insieme.

Da qui deriva una conseguenza pratica: tutto ciò che riduce il gonfiore riduce anche il dolore. Ghiaccio, gamba sollevata sopra il livello del cuore, riposo relativo e movimenti dosati valgono quanto una compressa, e a volte di più.

Vale anche il contrario. Una giornata trascorsa troppo in piedi, magari perché ci si sentiva bene, si paga il giorno successivo con un ginocchio più grosso e più dolente.

Quanto fa male dipende da cosa è stato fatto

Le cicatrici sono simili in tutte le artroscopie, ma il dolore atteso cambia molto in base alla procedura.

ProceduraDolore atteso nei primi giorniQuanto dura in genere
Rimozione di corpo libero o plicaLievePochi giorni
Meniscectomia parzialeDa lieve a moderatoUna o due settimane per il fastidio principale
Sutura del meniscoModerato, con limitazioni al caricoAlcune settimane, in calo progressivo
Trattamento della cartilagineVariabile, spesso moderatoSettimane, secondo la tecnica
Ricostruzione del legamento crociatoPiù intenso nelle prime 48-72 oreMigliora molto dopo la prima settimana

A parità di intervento, poi, ognuno ha la propria soglia. Chi arriva con un ginocchio già infiammato e rigido tende ad avere un decorso un po’ più faticoso.

Il dolore si previene, non si rincorre

Il controllo del dolore comincia in sala operatoria: nelle procedure più impegnative, come la ricostruzione del legamento crociato anteriore, l’anestesista aggiunge alla spinale un blocco dei nervi periferici; in alternativa si può infiltrare un anestetico locale nell’articolazione al termine della procedura.

Alla dimissione, che nell’artroscopia avviene in giornata perché l’intervento si esegue in day surgery, prescrivo una terapia da seguire a orari fissi nei primi giorni, non al bisogno: lo schema viene concordato con l’anestesista in base all’intervento eseguito e prevede anche un farmaco «rescue», da usare se la terapia di base non basta. È una differenza sostanziale: prendere il farmaco quando il dolore è già forte significa inseguirlo per tutta la giornata.

Accanto ai farmaci servono le misure semplici: ghiaccio avvolto in un panno più volte al giorno, cuscino sotto il polpaccio e non sotto il ginocchio, brevi camminate in casa alternate al riposo, esercizi di contrazione del quadricipite fin dal primo giorno.

Il dolore dopo l’intervento è diverso da quello di prima

Molti pazienti arrivano all’artroscopia con un dolore preciso: una fitta sul lato interno quando si girano, un blocco quando si accovacciano, una puntura scendendo le scale.

Dopo l’intervento quel dolore meccanico tende a sparire, ma per qualche settimana viene sostituito da un fastidio diverso, più diffuso, legato ai tessuti trattati. È facile confondersi e pensare che l’intervento non abbia funzionato.

Suggerisco di non giudicare il risultato troppo presto. Il confronto onesto si fa quando gonfiore e indolenzimento post-operatori si sono spenti, di solito dopo alcune settimane: a quel punto la maggior parte delle persone si accorge che le fitte di prima non ci sono più.

Dopo due settimane il dolore cambia natura

Passata la fase iniziale, il fastidio smette di essere costante e diventa legato alle attività. Compare dopo una passeggiata lunga, alla fine di una giornata di lavoro, quando si riprende la cyclette.

È una fase normale del recupero e non indica un problema, purché il ginocchio torni tranquillo con il riposo e il gonfiore non aumenti di giorno in giorno. Anche un piccolo versamento dopo uno sforzo rientra in questa logica.

Il modo corretto di gestirla è dosare, non fermarsi: ridurre un po’ il carico, mantenere gli esercizi e risalire per gradi. Valgono gli stessi tempi con cui si torna a camminare e con cui si alternano movimento e riposo nelle prime settimane.

Il dolore condiziona il recupero più di quanto si pensi

Un dolore mal controllato non è solo una questione di sopportazione. Se fa male, il paziente si muove meno, tiene il ginocchio piegato, rimanda gli esercizi: nel giro di pochi giorni compaiono rigidità e perdita di forza, che allungano il recupero di settimane.

È il motivo per cui insisto tanto sulla terapia dei primi giorni. Non serve a «coprire» il problema, serve a permettere il movimento nel momento in cui il movimento conta di più.

Vale anche per il sonno. Dormire male amplifica la percezione del dolore e rende più faticosa la giornata successiva, quindi una dose serale ben posizionata, quando prescritta, ha effetti che vanno oltre la notte.

Alcuni tipi di dolore vanno segnalati subito

Il dolore post-operatorio normale diminuisce giorno dopo giorno. Conviene invece contattare il medico quando:

  • il dolore aumenta progressivamente invece di calare;
  • il ginocchio diventa molto gonfio, caldo e arrossato;
  • compare febbre, soprattutto se associata a brividi;
  • dalle piccole ferite esce liquido torbido o maleodorante;
  • il polpaccio fa male ed è gonfio, magari con difficoltà a camminare.

Sono situazioni rare, ma il valore di riconoscerle presto è alto. Meglio una telefonata in più che una complicanza gestita in ritardo.

Come imposto la terapia del dolore per i miei pazienti

Prima dell’intervento chiedo come la persona ha reagito ad altri interventi o traumi, se tollera male certi farmaci e se ha problemi di stomaco, reni o coagulazione. Sono informazioni che orientano la scelta della terapia.

Alla dimissione consegno uno schema scritto, con orari e durata, e spiego cosa fare se il dolore resta alto nonostante la terapia. Preferisco che il paziente chiami piuttosto che aumentare le dosi da solo.

Al controllo a venti giorni, infine, verifico che il dolore stia seguendo la curva attesa. Se non succede, il problema di solito non è la soglia del paziente, ma qualcosa da valutare: un versamento importante, una rigidità che si sta instaurando, un carico ripreso troppo presto.

Domande frequenti

Il dolore è più forte di notte?

Nei primi giorni capita spesso, perché di notte ci si muove meno, il ginocchio si irrigidisce e l’attenzione non è distratta da altro. Una dose di antidolorifico prima di coricarsi, se prescritta, e la gamba sollevata aiutano a dormire meglio.

Quante volte al giorno posso usare il ghiaccio?

Più volte, con applicazioni brevi e pause tra una e l’altra, tenendo un panno tra la borsa e la pelle per evitare lesioni da freddo. Nei primi giorni conviene usarlo soprattutto dopo gli esercizi e dopo ogni camminata.

Per quanto tempo dovrò prendere gli antidolorifici?

In genere per pochi giorni, con dosi che si riducono man mano che il dolore cala. Segui lo schema a orari fissi ricevuto alla dimissione, usa il farmaco «rescue» soltanto quando quello di base non basta e parlane al controllo se senti il bisogno di continuare oltre il periodo indicato.

Ho la coscia addormentata dopo il blocco: è normale?

Sì, la sensazione di gamba insensibile e debole può durare diverse ore dopo un blocco nervoso. Serve prudenza quando ci si alza, meglio farlo accompagnati. Se la sensazione persiste oltre il giorno successivo, va segnalata.

Il dolore è tornato dopo un mese: devo preoccuparmi?

Non necessariamente. Spesso dipende da un aumento troppo rapido delle attività e si risolve riducendo il carico per qualche giorno. Se invece il ginocchio si gonfia, si blocca o il dolore non passa, conviene anticipare il controllo.

Ho molta paura del dolore: posso fare qualcosa prima?

Sì, parlarne prima dell’intervento. Conoscere la sequenza delle ore successive, sapere quali farmaci sono previsti e organizzare casa e ghiaccio in anticipo riduce molto l’ansia, e un paziente meno ansioso riferisce in genere meno dolore.

Dott. Gabriele Drago

Ortopedico, specialista del ginocchio

Specializzato in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, dal 2017 si dedica alla chirurgia del ginocchio: protesi, anche con tecnica robotica, legamenti, menisco e trattamenti ambulatoriali. Opera all’Ospedale Privato Accreditato Villa Regina di Bologna e riceve in Emilia-Romagna, nelle Marche e in Sicilia.

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Categorie: Artroscopia e osteotomia

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