Cosa fare dopo un’infiltrazione al ginocchio
di Dott. Gabriele Drago 8 min di lettura
Dopo un’infiltrazione al ginocchio si torna a casa camminando e si riprendono subito le attività leggere. Per 24-48 ore servono riposo relativo, ghiaccio se c’è fastidio e gamba sollevata quando si sta seduti. Poi si riparte per gradi, con gli esercizi. Qui trova la sequenza completa, i segnali da conoscere e cosa succede al controllo.
Le prime 48 ore chiedono riguardo, non immobilità
Alla fine di ogni infiltrazione consegno ai pazienti poche indicazioni, le stesse per tutti, organizzate nel tempo: cosa fare nelle prime ore, nei primi due giorni e nella prima settimana.
La regola generale sta in una frase: riguardo sì, divano no. Si cammina, si lavora, si fanno le normali attività di casa, ma si rimandano sforzi, sport e carichi pesanti per un paio di giorni.
È un equilibrio che molti faticano a trovare, e sbagliare in eccesso di prudenza costa quanto sbagliare per fretta. Vale per tutte le infiltrazioni articolari, qualunque farmaco si usi.
Nei primi minuti conviene restare seduti e non fidarsi della leggerezza
Appena finita l’iniezione chiedo di restare seduti o sdraiati ancora qualche minuto. Serve a verificare che tutto sia a posto e a evitare il capogiro che alcune persone, soprattutto se tese, avvertono alzandosi di scatto.
Poi si può camminare normalmente. Se nella siringa c’era un anestetico locale, però, il ginocchio potrebbe sembrare improvvisamente perfetto per qualche ora.
È una sensazione ingannevole: quel sollievo è temporaneo e non dice nulla su come andrà. Meglio non approfittarne per fare le scale di corsa, portare pesi o rimettersi a lavorare in giardino lo stesso pomeriggio.
La giornata dell’infiltrazione si organizza in anticipo
Molti problemi dei giorni successivi nascono da una cattiva pianificazione. Prima di fissare l’appuntamento vale la pena guardare l’agenda.
Se il lavoro richiede di stare molto in piedi, di salire scale o di inginocchiarsi, conviene scegliere il tardo pomeriggio o il giorno che precede una giornata più leggera. Chi guida a lungo farebbe bene a non programmare viaggi impegnativi nelle stesse ore.
È utile anche avere in casa una borsa del ghiaccio e un paio d’ore libere la sera. Sono dettagli banali, ma fanno la differenza tra un decorso tranquillo e due giorni scomodi passati a rincorrere gli impegni.
Il ghiaccio e la gamba sollevata bastano nella maggior parte dei casi
Nelle prime quarantotto ore le cose da fare sono poche e semplici, e si possono riassumere in una sequenza.
| Momento | Cosa fare | Cosa evitare |
|---|---|---|
| Prime 2 ore | Restare tranquilli, camminare poco | Scale ripetute, pesi, guida lunga |
| Sera del primo giorno | Ghiaccio 15-20 minuti, gamba sollevata | Bagno caldo, sauna, massaggi sulla zona |
| Giorno dopo | Attività leggere, lavoro sedentario | Sport, corsa, lavori in ginocchio |
| Dalla 48ª ora | Ripresa graduale ed esercizi | Riprendere tutto insieme il primo giorno |
Il cerotto nel punto dell’iniezione si può togliere dopo qualche ora e non servono medicazioni. La doccia si fa normalmente, evitando di strofinare la zona.
Cosa è normale sentire e cosa invece non lo è
Un po’ di indolenzimento nel punto dell’ago è frequente e dura poche ore. Dopo un’infiltrazione di cortisone, in una parte dei pazienti, il dolore aumenta per un giorno prima di migliorare, e il viso può arrossarsi la sera stessa.
Chi ha il diabete può notare glicemie più alte per alcuni giorni e deve controllarle più spesso. Sono reazioni attese e rientrano tra gli effetti collaterali delle infiltrazioni di cortisone.
Chi ha un glaucoma lo ha già segnalato prima dell’infiltrazione, perché il cortisone può far salire la pressione oculare: nei giorni successivi riferisca subito eventuali disturbi della vista o dolore all’occhio.
La regola per distinguere il normale dall’anomalo è una sola: il decorso atteso migliora, giorno dopo giorno. Se invece peggiora, va valutato senza rimandare.
Alcuni segnali richiedono una telefonata, non l’attesa
Ci sono situazioni che non vanno rimandate al controllo programmato, ed è bene conoscerle prima di uscire dall’ambulatorio.
Chiedo di chiamarmi se il dolore, dopo due o tre giorni, aumenta invece di diminuire; se il ginocchio diventa rosso, caldo e via via più gonfio; se compaiono febbre o brividi; se diventa progressivamente più difficile appoggiare il piede o piegare la gamba.
Sono eventi rari, ma vanno riconosciuti presto. Nella maggior parte dei casi una telefonata basta a chiarire la situazione in due minuti: preferisco riceverne una in più che una in meno.
Dal terzo giorno si riparte, cominciando dagli esercizi
Passate le 48 ore, se il ginocchio sta bene, si riparte. Si comincia dagli esercizi di rinforzo per coscia e anca, che ogni paziente riceve personalizzati: sono loro, più dell’iniezione, a proteggere l’articolazione nel tempo.
Tre esercizi semplici che propongo spesso come punto di partenza:
- da seduti o sdraiati, con la gamba distesa, spingere il retro del ginocchio verso il basso contraendo la coscia per cinque secondi, poi rilassare;
- da sdraiati, con l’altra gamba piegata, sollevare la gamba tesa di una ventina di centimetri e riabbassarla lentamente;
- alzarsi da una sedia e risedersi con calma, senza aiutarsi con le mani se possibile.
Poche serie, tutti i giorni, senza dolore. Per lo sport consiglio una ripresa distribuita su una o due settimane: prima bicicletta, cyclette o nuoto, poi cammino veloce, infine corsa e sport con cambi di direzione.
Se durante la seduta è stato tolto del liquido, il riguardo conta di più
Quando si aspira un versamento, il ginocchio si sente subito più libero e la tentazione di fare tutto è forte. In questi casi, però, il riposo relativo dei primi due giorni è ancora più importante.
Il liquido può tendere a riformarsi, soprattutto se si torna a sforzare l’articolazione troppo presto. Un lieve gonfiore che ricompare non è un allarme, ma va riferito al controllo.
Se invece il ginocchio si riempie di nuovo in modo evidente nel giro di pochi giorni, è un’informazione importante: significa che l’infiammazione non si è spenta e che il piano va rivisto.
La finestra di sollievo va usata, non semplicemente goduta
L’infiltrazione non cura la causa del dolore: offre un periodo in cui muoversi è più facile. Cosa si fa in quel periodo determina buona parte del risultato finale.
Chi lo usa per rinforzare i muscoli, sistemare le abitudini della giornata e, se serve, perdere qualche chilo, di solito mantiene il beneficio più a lungo. Chi invece torna a sovraccaricare il ginocchio come prima rischia di vederlo infiammarsi di nuovo in poche settimane.
Quella finestra coincide con l’effetto dell’infiltrazione di cortisone, più netto nelle prime settimane. In generale, l’esercizio è l’alleato più importante di qualsiasi iniezione.
Il controllo serve a decidere il passo successivo
Dopo un’infiltrazione fisso un controllo per valutare come ha risposto il ginocchio e decidere insieme come proseguire. I tempi si concordano caso per caso, in base al quadro clinico e al momento in cui ci si attende il massimo del beneficio.
Per prepararlo bastano due righe di appunti: quando è iniziato il miglioramento, quanto è stato ampio, quali attività si è riusciti a riprendere e se è comparso qualche fastidio.
Con queste informazioni la visita diventa concreta. Possiamo capire se il percorso funziona, se conviene insistere sugli esercizi o se serve cambiare strategia, senza affidarci a ricordi approssimativi.
Domande frequenti
Posso andare al lavoro il giorno dopo?
Nella maggior parte dei lavori sì. Se il suo impiego richiede di stare molto in piedi, sollevare pesi o inginocchiarsi, conviene programmare uno o due giorni più leggeri subito dopo la seduta, oppure fissarla prima di un giorno di riposo.
Posso prendere un antidolorifico?
Se il fastidio è intenso, sì. È preferibile concordare insieme il farmaco, soprattutto se assume altre terapie o ha problemi di stomaco, reni o pressione. Spesso, comunque, bastano il ghiaccio e un paio di giornate più tranquille.
Serve mettere una ginocchiera?
Non di routine. Una ginocchiera elastica può dare una sensazione di sostegno nelle prime giornate, ma non sostituisce il riguardo dei primi giorni e non va usata a lungo senza indicazione, perché i muscoli tendono a indebolirsi.
Quando posso fare la doccia o andare in piscina?
La doccia già la sera stessa, senza strofinare il punto dell’iniezione. Piscina, vasca e mare è meglio rimandarli di un paio di giorni, il tempo necessario perché il piccolo foro lasciato dall’ago si chiuda completamente.
Posso guidare tornando a casa?
In genere sì, se il ginocchio è comodo e non ha avuto capogiri. Se la seduta l’ha innervosita, o se il ginocchio trattato è quello destro, la prima volta può essere più prudente farsi accompagnare da qualcuno.
Le scale sono un problema nei primi giorni?
Qualche rampa non crea danni. Quello che chiedo di evitare sono le scale ripetute molte volte nello stesso giorno, perché salire e scendere è uno dei gesti che caricano di più l’articolazione appena trattata, soprattutto in discesa.
Quando posso tornare a camminare a lungo?
Di solito dopo qualche giorno, aumentando la distanza gradualmente. Se la sera o il mattino dopo il ginocchio si gonfia, significa che ha camminato troppo: si riduce un po’ e si riprova qualche giorno dopo.
Dott. Gabriele Drago
Ortopedico, specialista del ginocchio
Specializzato in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, dal 2017 si dedica alla chirurgia del ginocchio: protesi, anche con tecnica robotica, legamenti, menisco e trattamenti ambulatoriali. Opera all’Ospedale Privato Accreditato Villa Regina di Bologna e riceve in Emilia-Romagna, nelle Marche e in Sicilia.
Categorie: Infiltrazioni