Quali esercizi fare per l'artrosi al ginocchio

di Dott. Gabriele Drago 8 min di lettura

Gli esercizi utili sono quelli che rinforzano quadricipite e glutei, come alzarsi dalla sedia o sollevare la gamba tesa, uniti a un’attività aerobica leggera e a un po’ di lavoro su mobilità ed equilibrio. Bastano due o tre sedute a settimana, con un fastidio lieve e tollerabile. Qui trovi il programma che consiglio, con progressioni ed errori da evitare.

L’esercizio non consuma il ginocchio, lo protegge

Quando consiglio l’esercizio a chi ha l’artrosi, la reazione più frequente è un misto di stupore e diffidenza: «ma se il ginocchio è consumato, muovendolo non lo consumo di più?».

La risposta è no, e non è un’opinione. Una revisione Cochrane del 2015, che ha raccolto decine di studi, ha confermato che l’esercizio riduce il dolore e migliora la funzione nell’artrosi del ginocchio, con un effetto sul dolore che gli autori giudicano paragonabile a quello degli antinfiammatori.

Per questo le linee guida lo mettono al primo posto, prima di qualunque altro trattamento e ben prima di valutare interventi come la protesi totale di ginocchio. Un’articolazione che si muove regolarmente riceve più nutrimento e resta più mobile di una tenuta a riposo.

Il quadricipite è l’ammortizzatore che si perde per primo

Il quadricipite, il grande muscolo davanti alla coscia, assorbe gli urti a ogni passo, controlla la discesa dalle scale e stabilizza la rotula. Nelle persone con artrosi si indebolisce in fretta, anche perché il dolore porta naturalmente a muoversi meno.

Si crea così un circolo vizioso facile da riconoscere: meno forza significa più carico diretto sulla cartilagine, quindi più dolore, quindi ancora meno movimento. In pochi mesi la coscia del lato dolente diventa visibilmente più sottile.

Anche i glutei contano, più di quanto si pensi. Controllano la posizione del bacino durante il cammino e impediscono al ginocchio di cadere verso l’interno a ogni passo. Un programma efficace lavora su entrambi i gruppi muscolari, non solo sulla coscia.

Sei esercizi bastano per cominciare a casa

Non serve attrezzatura: una sedia stabile, un tappetino e, più avanti, una cavigliera leggera. Gli esercizi vanno eseguiti lentamente, controllando il movimento.

  • Contrazione del quadricipite: da sdraiato con la gamba distesa, spingi il retro del ginocchio verso il letto contraendo la coscia, tieni cinque secondi, rilascia. Dieci ripetizioni.
  • Sollevamento della gamba tesa: un ginocchio piegato, l’altro disteso; solleva la gamba tesa di una trentina di centimetri, tieni qualche secondo, scendi piano.
  • Estensione del ginocchio da seduto: distendi lentamente la gamba fino a raddrizzarla, tieni un attimo, torna giù. Aggiungi peso quando diventa facile.
  • Alzarsi e sedersi dalla sedia: è l’esercizio più utile nella vita quotidiana. All’inizio usa una sedia alta e aiutati con le braccia.
  • Ponte per i glutei: da sdraiato con le ginocchia piegate, solleva il bacino, tieni qualche secondo, scendi lentamente.
  • Abduzione su un fianco: solleva la gamba di sopra tenendola tesa, per rinforzare i muscoli laterali dell’anca.

Si parte con due serie da otto-dieci ripetizioni per esercizio.

La costanza conta più del numero di ripetizioni

Il programma funziona se entra nella settimana, non se è perfetto. Meglio venti minuti fatti due volte a settimana per sei mesi che un’ora quotidiana abbandonata dopo quindici giorni.

PeriodoCosa fareCome progredire
Settimane 1-3Due sedute di rinforzo, camminate breviImparare la tecnica, nessun peso aggiuntivo
Settimane 4-8Tre sedute, attività aerobica negli altri giorniPiù ripetizioni o cavigliera leggera
Dal terzo meseProgramma stabile, obiettivi di autonomiaAumenti graduali, controlli periodici

Chi ha poco tempo può spezzare il lavoro in blocchi brevi durante la giornata: l’effetto sulla forza è simile.

L’attività aerobica si sceglie in base a quanto carico regge il ginocchio

Il rinforzo da solo non basta. Serve anche un’attività che faccia lavorare cuore e circolazione, utile al ginocchio e al resto della salute.

AttivitàCarico sul ginocchioQuando la consiglio
Nuoto e ginnastica in acquaMolto bassoFasi dolorose, artrosi avanzata, sovrappeso importante
Cyclette o biciclettaBasso, con sellino altoDi solito, anche come riscaldamento
CamminataMedio, dipende da terreno e distanzaFasi tranquille, aumentando gradualmente

L’obiettivo, seguendo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli adulti, è arrivare nel tempo a circa 150 minuti a settimana di attività moderata, e camminare con l’artrosi al ginocchio è il modo più semplice per raggiungerli.

Un fastidio lieve è accettabile, il dolore del giorno dopo no

Questa è la regola che decide se un programma prosegue o viene abbandonato dopo due settimane, ed è meglio spiegarla bene fin dall’inizio.

Un fastidio lieve durante l’esercizio è normale e non danneggia nulla, purché resti moderato e il ginocchio torni come prima entro il giorno successivo. È il modo in cui un’articolazione poco allenata reagisce a uno stimolo nuovo.

Se invece il dolore aumenta molto, il ginocchio si gonfia o la notte è peggiore del solito, il carico è stato eccessivo. Non si smette: si riduce. Meno ripetizioni, meno peso, un’escursione di movimento più piccola, e si riprende a salire dopo qualche giorno.

Equilibrio e mobilità sono la parte che quasi tutti saltano

Il ginocchio artrosico tende a perdere gli ultimi gradi di estensione, cioè la capacità di distendersi completamente. È una perdita silenziosa che rende il cammino più faticoso e sovraccarica il quadricipite.

Bastano pochi minuti al giorno: allungamento dei muscoli posteriori della coscia e del polpaccio, e un lavoro dolce per mantenere la piegatura, senza forzare fino al dolore acuto.

L’equilibrio è l’altro grande trascurato. Stare su una gamba sola vicino a un appoggio sicuro, per venti o trenta secondi, migliora il controllo del ginocchio e riduce il rischio di cadute, un aspetto che dopo i sessantacinque anni conta quanto la forza.

Gli errori che vedo più spesso sono gli stessi tre

Il primo è partire troppo forte. Chi era sportivo tende a riprendere con i carichi di un tempo, il ginocchio si infiamma e il programma si interrompe alla seconda settimana.

Il secondo è fare solo stretching. Allungare dà una sensazione immediata di sollievo, ma non costruisce la forza che serve a proteggere l’articolazione: senza rinforzo il beneficio dura poche ore.

Il terzo, il più comune, è smettere appena il dolore passa. L’effetto dell’esercizio dura finché si continua, e nei mesi successivi basta mantenere due sedute a settimana per conservare quanto ottenuto. Chi unisce esercizio e calo di peso ottiene di più, perché il peso scarica direttamente l’articolazione.

Il programma va cucito sul ginocchio che ho davanti

In visita non consegno un foglio uguale per tutti. Valuto la forza del quadricipite, l’escursione del movimento, l’allineamento delle gambe, la stabilità e il modo di camminare, poi scelgo da dove partire.

Per chi ha un ginocchio molto rigido inizio dalla mobilità, per chi ha il quadricipite debole dagli esercizi isometrici, per chi ha paura di muoversi da obiettivi semplici e misurabili. Quando serve, invio a un fisioterapista per le prime settimane.

Poi fissiamo un controllo a qualche mese per capire cosa è cambiato davvero: distanza percorsa, scale, notti tranquille. Se il percorso non dà risultati, rivediamo l’intera strategia delle cure per l’artrosi senza operazione.

Domande frequenti

Posso fare squat e affondi con l’artrosi?

Le accosciate profonde e gli affondi ampi caricano molto la parte anteriore del ginocchio e all’inizio è meglio evitarli. Con il tempo si possono reintrodurre in versione ridotta, fermandosi a metà escursione e controllando la reazione nelle ventiquattro ore successive.

Servono pesi o cavigliere per ottenere risultati?

Non subito. Nelle prime settimane il peso del corpo è sufficiente e permette di imparare la tecnica. Quando dieci ripetizioni diventano facili, una cavigliera da uno o due chili aiuta a progredire senza stressare l’articolazione.

È vero che in acqua si può fare qualsiasi esercizio?

In acqua il carico si riduce molto e quasi tutti riescono a muoversi senza dolore, il che la rende preziosa nelle fasi difficili. Ha però un limite: sviluppa meno forza rispetto al lavoro a secco, quindi conviene affiancare qualche esercizio di rinforzo a terra.

Se ho dolore davanti, attorno alla rotula, cosa cambia?

Si preferiscono esercizi con il ginocchio poco piegato, come le contrazioni isometriche e il sollevamento a gamba tesa, evitando all’inizio le sedute su sedie basse e le scale in discesa. Il rinforzo resta l’obiettivo, cambia solo l’angolo di lavoro.

Devo mettere la ginocchiera mentre faccio gli esercizi?

Di solito non serve. Alcune persone la usano perché dà una sensazione di sicurezza, e se aiuta a fare il programma non c’è controindicazione. L’obiettivo però è la forza dei muscoli, non il sostegno esterno permanente.

Se il ginocchio si gonfia devo sospendere tutto?

No, si riduce. Nelle fasi di gonfiore conviene fare solo esercizi leggeri, senza carico, e privilegiare acqua o cyclette a bassa resistenza. Se il gonfiore non si risolve in qualche giorno o è importante, meglio farsi visitare.

Ha senso allenarsi se so che un giorno metterò la protesi?

Ha molto senso. Arrivare all’intervento con muscoli allenati e un ginocchio che si muove bene rende il recupero più rapido e meno faticoso. Dopo una protesi, infatti, il lavoro riprende subito: nei casi in cui le condizioni cliniche lo consentono si cammina con le stampelle già il giorno stesso, assistiti da un fisioterapista, le stampelle accompagnano in genere le prime 4-6 settimane e nel primo mese servono almeno tre incontri settimanali con un fisioterapista, in studio o a domicilio. Un ginocchio già allenato affronta tutto questo partendo da più vicino.

L’esercizio fatto prima è dunque tempo investito, non tempo perso, e in molti casi permette anche di rimandare l’operazione. Attenzione però a non trasformarlo in un rinvio a oltranza: quando l’artrosi è consistente e l’età avanza, aspettare troppo può non essere la scelta corretta, perché le condizioni cliniche potrebbero non consentire più l’intervento.

Dott. Gabriele Drago

Ortopedico, specialista del ginocchio

Specializzato in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, dal 2017 si dedica alla chirurgia del ginocchio: protesi, anche con tecnica robotica, legamenti, menisco e trattamenti ambulatoriali. Opera all’Ospedale Privato Accreditato Villa Regina di Bologna e riceve in Emilia-Romagna, nelle Marche e in Sicilia.

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Categorie: Artrosi e dolore al ginocchio

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