Distorsione al ginocchio: cosa fare subito

di Dott. Gabriele Drago 8 min di lettura

Dopo una distorsione al ginocchio serve fermarsi subito, proteggere l’articolazione dal carico, applicare ghiaccio e tenere la gamba sollevata. Se non riesci a fare quattro passi, se il ginocchio si gonfia in poche ore o se hai sentito uno schiocco, la valutazione va fatta presto: sono i segnali che fanno sospettare una lesione dei legamenti.

Quello che fai nei primi minuti conta più di quanto pensi

La distorsione è il trauma del ginocchio che vedo più spesso, e non riguarda solo gli sportivi: capita scendendo da un marciapiede, scivolando in casa, inciampando con il cane al guinzaglio.

Il meccanismo è quasi sempre lo stesso: il ginocchio viene spinto in una direzione che non gli appartiene, di solito con il piede fermo a terra, e le strutture che lo tengono insieme vengono stirate.

La prima regola è fermarsi. Continuare a giocare o a sciare «per vedere se passa» è la scelta peggiore: se un legamento è lesionato, ogni cambio di direzione può danneggiare anche il menisco e la cartilagine.

Siediti, guarda il ginocchio e prova con calma a caricare il peso. Se cammini con un dolore sopportabile puoi tornare a casa con prudenza, e valutare nei giorni successivi una visita ortopedica.

Il dolore non misura la gravità della distorsione

È uno dei punti che ripeto più spesso in ambulatorio, perché smonta un ragionamento istintivo. «Se facesse tanto male sarebbe grave, ma cammino, quindi non è nulla»: purtroppo non funziona così.

Alcune rotture complete del legamento crociato anteriore fanno meno male di una semplice distorsione del collaterale, perché il legamento rotto non tira più. Ci sono persone che tornano a casa camminando con un crociato lesionato.

Quello che conta di più è altro: la velocità con cui compare il gonfiore, la sensazione di instabilità, la capacità di caricare il peso e di distendere il ginocchio.

Questi elementi, messi insieme, dicono molto più del livello di dolore percepito nelle prime ore.

Le prime settantadue ore hanno regole abbastanza precise

Un tempo si parlava di riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione. Oggi le indicazioni per le lesioni dei tessuti molli, riassunte in un articolo del British Journal of Sports Medicine con le sigle PEACE e LOVE, aggiungono qualcosa di importante: il movimento precoce.

In pratica, nei primi giorni conviene:

  • proteggere il ginocchio riducendo il carico, con le stampelle se serve;
  • tenere la gamba sollevata sopra il livello del cuore quando possibile;
  • comprimere con un bendaggio elastico non troppo stretto;
  • usare il ghiaccio per quindici o venti minuti, con un panno sulla pelle;
  • parlare con il medico prima di assumere antinfiammatori;
  • riprendere piccoli movimenti di flessione ed estensione appena il dolore lo consente.

L’ultimo punto è quello che molti trascurano: un ginocchio tenuto fermo per una settimana si irrigidisce e perde forza, e il recupero diventa più lungo.

Non tutte le distorsioni hanno bisogno di una radiografia

Nei Pronto Soccorso si usano criteri chiamati Ottawa Knee Rules, validati in studi pubblicati su JAMA, che aiutano a decidere chi ha davvero bisogno di una radiografia dopo un trauma al ginocchio.

Sono cinque situazioni semplici da riconoscere, e permettono di evitare esami inutili a molte persone.

Situazione dopo il traumaCosa fare
Non riesci a fare quattro passi, né subito né dopoPronto Soccorso: serve una radiografia
Hai 55 anni o piùPronto Soccorso per valutazione radiografica
Dolore premendo la rotula o la testa del peronePronto Soccorso per escludere una frattura
Non riesci a piegare il ginocchio ad angolo rettoPronto Soccorso
Cammini, ma il ginocchio si gonfia in poche oreVisita ortopedica nei giorni successivi

Tre segnali insieme fanno sospettare il crociato

Quando un paziente mi racconta un trauma, ci sono tre elementi che cerco con attenzione. Il primo è lo schiocco: un rumore o una sensazione di strappo avvertita al momento del trauma.

Il secondo è il gonfiore rapido, comparso entro poche ore: significa quasi sempre sangue nell’articolazione, non liquido infiammatorio.

Il terzo è l’instabilità: la sensazione che il ginocchio «vada via» nei cambi di direzione o scendendo le scale. Quando ci sono tutti e tre, il sospetto di lesione del legamento crociato anteriore è alto.

Questo non vuol dire finire automaticamente in sala operatoria: la ricostruzione del legamento crociato anteriore si valuta in base all’età, allo sport praticato e al grado di instabilità.

Aspettare qualche giorno rende la visita più affidabile

Molti pazienti vorrebbero una risposta immediata, e lo capisco. Ma un ginocchio molto gonfio e dolente si lascia esaminare male: i muscoli si contraggono per difesa e i test sui legamenti perdono precisione.

Per questo, salvo i casi da Pronto Soccorso, spesso la valutazione migliore si ottiene dopo qualche giorno, quando il gonfiore è calato e il paziente riesce a rilassare la muscolatura.

Fa eccezione il ginocchio bloccato, che non si distende del tutto: in quel caso la visita va anticipata, perché può esserci un frammento di menisco incastrato.

Anche la risonanza, quando serve, ha senso in questa fase: un esame fatto poche ore dopo il trauma può risultare difficile da interpretare.

Il tutore protegge, ma non dice cosa è successo

Gli errori che vedo più di frequente dopo una distorsione sono pochi e ricorrenti. Il primo è tornare in campo con un tutore, convinti che basti a proteggere il ginocchio: il tutore riduce alcune sollecitazioni, ma non sostituisce una diagnosi.

Il secondo è il riposo assoluto prolungato, che porta a rigidità e perdita di forza. Il terzo è il massaggio energico sul ginocchio gonfio, che può aumentare l’infiammazione.

Il quarto è l’uso del calore nei primi giorni, quando invece il freddo è più indicato. Il quinto, il più frequente di tutti, è rimandare la valutazione di settimane sperando che il ginocchio si sistemi da solo.

Un ginocchio instabile che continua a essere usato nello sport rischia di danneggiare menischi e cartilagine, e questo cambia le prospettive negli anni successivi.

Il ritorno allo sport si decide sui criteri, non sul calendario

La domanda che ricevo subito dopo il trauma è quasi sempre la stessa: «Quando torno a giocare?». La risposta onesta è che dipende da cosa si è rotto e da come risponde il ginocchio, non da un numero fisso di settimane.

Anche per una distorsione lieve uso criteri semplici: il ginocchio non deve essere gonfio, deve piegarsi e distendersi come l’altro, la forza del quadricipite deve essere tornata, e la corsa lineare deve risultare indolore.

Solo dopo si aggiungono salti, cambi di direzione e contrasti, in modo progressivo. Saltare i passaggi è il modo più rapido per ritrovarsi con un ginocchio gonfio dopo la prima partita.

Per le lesioni dei legamenti i tempi sono diversi e molto più lunghi, e vanno discussi caso per caso.

Alla visita testo i legamenti uno per uno

Quando ricevo un paziente dopo una distorsione, parto dal racconto del trauma: la posizione del piede, la direzione della spinta, cosa ha sentito, cosa è successo nelle ore successive.

Poi esamino il ginocchio: cerco il versamento, misuro il movimento rispetto al lato sano, testo il crociato anteriore con il test di Lachman, verifico i collaterali con manovre di stress e valuto i menischi con manovre di rotazione.

A quel punto decido se servono esami. La radiografia è utile quando c’è un sospetto di frattura; la risonanza quando l’esame clinico fa pensare a una lesione di legamenti, menisco o cartilagine.

Il referto, in ogni caso, non decide da solo: un reperto visto in risonanza, per esempio una lesione meniscale, può non essere la causa del dolore, e analizzare il dolore insieme al paziente serve a dare il giusto peso alle immagini.

Alla fine spiego cosa ho trovato e costruiamo il percorso: nella maggior parte delle distorsioni si tratta di riabilitazione ben condotta, non di chirurgia.

Domande frequenti

Serve la risonanza dopo una distorsione?

No. Molte distorsioni lievi guariscono in qualche settimana senza alcun esame. La risonanza si chiede quando la visita fa sospettare una lesione dei legamenti, del menisco o della cartilagine, o quando i sintomi non migliorano come atteso.

Quanto dura il recupero da una distorsione lieve?

Varia molto da persona a persona e dal tipo di struttura coinvolta. Le forme lievi migliorano spesso nel giro di alcune settimane, riprendendo le attività in modo graduale e senza aspettare la scomparsa totale del fastidio.

Posso guidare dopo una distorsione?

Solo se il ginocchio ti permette di frenare in sicurezza e senza dolore. Se si tratta della gamba destra e il movimento è limitato, meglio aspettare qualche giorno ed evitare percorsi lunghi finché non sei sicuro.

Devo usare le stampelle?

Sono utili nei primi giorni se caricare il peso fa male o se il ginocchio cede. Non servono per settimane: appena il carico diventa tollerabile, tornare a camminare aiuta il recupero della forza e del movimento.

Il ghiaccio va usato anche dopo i primi giorni?

Può dare sollievo anche più avanti, soprattutto dopo le sedute di riabilitazione o quando il ginocchio si gonfia di nuovo. Non ha effetti curativi sui tessuti, ma aiuta a gestire dolore e gonfiore in modo semplice.

Una distorsione può lasciare conseguenze a lungo termine?

Le forme lievi di solito guariscono senza strascichi. Le lesioni più importanti, soprattutto se il ginocchio resta instabile e si continua a fare sport, possono nel tempo danneggiare menischi e cartilagine: è il motivo per cui conviene una diagnosi precisa.

Dott. Gabriele Drago

Ortopedico, specialista del ginocchio

Specializzato in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, dal 2017 si dedica alla chirurgia del ginocchio: protesi, anche con tecnica robotica, legamenti, menisco e trattamenti ambulatoriali. Opera all’Ospedale Privato Accreditato Villa Regina di Bologna e riceve in Emilia-Romagna, nelle Marche e in Sicilia.

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Categorie: Artrosi e dolore al ginocchio

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