Effetti collaterali delle infiltrazioni di acido ialuronico
di Dott. Gabriele Drago 9 min di lettura
Gli effetti collaterali delle infiltrazioni di acido ialuronico sono nella grande maggioranza dei casi lievi: dolore nel punto dell’ago, senso di pienezza, un po’ di gonfiore, con il ginocchio che nei primi due giorni può risultare impastato e leggermente dolente. È una reazione normale e si risolve da sola. Più raramente il ginocchio si infiamma per qualche giorno. Le complicanze serie sono molto rare. Qui spiego cosa è normale, cosa non lo è e quando chiamare.
Nella grande maggioranza dei casi si tratta di fastidi che passano in due giorni
Quando propongo un’infiltrazione dedico qualche minuto a questo argomento. Non per spaventare, ma perché un paziente informato distingue un fastidio normale da un segnale da non trascurare.
La realtà, nella maggior parte dei casi, è semplice: il ginocchio è un po’ indolenzito per qualche ora, si sente pieno e impastato, magari un po’ caldo, e nel giro di uno o due giorni tutto rientra. Vale la pena ricordare che l’effetto benefico, invece, non è immediato: arriva per gradi e diventa completo circa un mese dopo l’ultima infiltrazione.
Le complicanze serie esistono ma sono rare, e si riconoscono da segnali precisi. Le infiltrazioni di acido ialuronico al ginocchio restano una procedura ambulatoriale di pochi minuti: qui mi concentro su ciò che può succedere dopo.
Gli effetti locali dipendono dall’ago e dal volume iniettato
La maggior parte dei disturbi delle prime ore ha due cause banali: il passaggio dell’ago e i millilitri di gel che si aggiungono al liquido già presente nell’articolazione.
- dolore o bruciore nel punto in cui è entrato l’ago;
- sensazione di ginocchio «pieno», impastato o più rigido del solito;
- lieve gonfiore, visibile soprattutto la sera;
- un po’ di calore al tatto nella zona trattata;
- un piccolo livido sulla pelle, più frequente in chi assume anticoagulanti o antiaggreganti.
Compaiono nelle prime ore e scompaiono in genere entro 24-48 ore. Riposo relativo e ghiaccio, applicato con un panno per 15-20 minuti, bastano nella maggior parte dei casi; corsa, sport e lunghe camminate sono invece tra le cose da non fare dopo un’infiltrazione.
La reazione infiammatoria acuta spaventa più di quanto sia pericolosa
In una piccola parte dei pazienti, nei giorni successivi all’iniezione, il ginocchio si gonfia in modo evidente, diventa caldo e più dolente di prima. In letteratura questa reazione locale al prodotto viene chiamata con il termine inglese «flare», cioè riacutizzazione.
Capisco lo spavento: assomiglia molto a un’infezione. Nella grande maggioranza dei casi, però, non lo è e si risolve in alcuni giorni con riposo, ghiaccio e, quando serve, una terapia che indico io.
A volte aspiro il liquido e lo faccio analizzare, proprio per escludere un’infezione. Chi ha avuto una reazione di questo tipo deve dirmelo prima di un nuovo ciclo: in quel caso scelgo un prodotto diverso.
Gli studi dicono «ben tollerato», non «privo di effetti»
Le grandi revisioni della letteratura descrivono l’acido ialuronico come un trattamento in generale ben tollerato, e la mia esperienza quotidiana lo conferma.
Una meta-analisi pubblicata nel 2012 ha però segnalato, rispetto al placebo, una maggiore frequenza di riacutizzazioni locali e di alcuni eventi avversi, pur con dati non del tutto chiari sul legame diretto con il prodotto.
Cito questo lavoro perché credo sia giusto dare un quadro onesto. Nella pratica le reazioni importanti sono poco comuni, ma «ben tollerato» non significa «senza effetti»: è uno dei motivi per cui non propongo l’infiltrazione a chiunque abbia dolore al ginocchio.
Le allergie sono rare, ma dipendono dall’origine del prodotto
Non tutti i preparati hanno la stessa provenienza. Alcuni derivano da tessuti animali, per esempio dalla cresta del gallo; altri sono ottenuti per fermentazione batterica.
Chi ha allergie note alle proteine aviarie, alle uova o a componenti specifici deve segnalarlo prima: in questi casi si sceglie un prodotto di origine non animale, e il problema non si pone.
Una reazione allergica generale, con orticaria diffusa o difficoltà a respirare, è un evento eccezionale. Per prudenza, ai pazienti che non hanno ancora fatto il trattamento chiedo di trattenersi qualche minuto in ambulatorio dopo l’iniezione.
L’infezione è la complicanza più temuta e anche la più rara
È giusto parlarne, perché è la preoccupazione che sta dietro a molte domande. L’infezione dell’articolazione dopo un’infiltrazione è un evento raro, e si previene con una disinfezione accurata della pelle, materiale sterile e un gesto eseguito con attenzione.
Per lo stesso motivo non eseguo l’infiltrazione se la pelle del ginocchio presenta ferite, eczemi infetti o arrossamenti sospetti, e la rimando se il paziente ha la febbre.
I segnali da conoscere sono chiari: dolore che aumenta di giorno in giorno invece di diminuire, ginocchio rosso e caldo, gonfiore marcato, febbre o brividi, difficoltà crescente ad appoggiare il piede. In quel caso bisogna contattare subito il medico, senza aspettare.
Alcune situazioni richiedono una valutazione in più
Non tutti arrivano all’infiltrazione con lo stesso profilo di rischio. Alcune condizioni non vietano il trattamento, ma cambiano il modo in cui lo affronto.
| Situazione | Perché richiede attenzione | Cosa faccio |
|---|---|---|
| Anticoagulanti o antiaggreganti | Maggiore rischio di sanguinamento nell’articolazione | Valuto la terapia prima, senza sospenderla di mia iniziativa |
| Diabete o difese immunitarie ridotte | Rischio di infezione più alto | Controllo il compenso e rinvio se necessario |
| Protesi presente o prevista a breve | Rischio di infezione dell’impianto | Evito l’infiltrazione e concordo i tempi con il chirurgo |
| Reazione importante a un’iniezione precedente | Possibile nuova riacutizzazione | Cambio prodotto o propongo un’altra strada |
In gravidanza e in allattamento, invece, preferisco in genere rimandare, per mancanza di dati sufficienti. Nessuna di queste situazioni vieta il trattamento in modo automatico: sono informazioni che mi servono per decidere se, come e quando procedere.
Cosa faccio io per ridurre i rischi
Una parte della sicurezza dipende da come si prepara e si esegue l’infiltrazione, e questo è compito mio.
Prima di tutto la visita, che serve prima di ogni infiltrazione: controllo il ginocchio, verifico che non ci siano segni di infezione, rivedo i farmaci che il paziente assume e chiedo delle allergie. Poi la tecnica: disinfezione ampia della pelle, aghi e prodotto sterili, un punto d’ingresso scelto in base alla forma del ginocchio e individuato con i riferimenti anatomici.
Se nell’articolazione c’è molto liquido lo aspiro con la stessa puntura prima di iniettare, così da non dover pungere due volte; se il liquido ha un aspetto insolito, rimando l’acido ialuronico e lo faccio analizzare. Sono passaggi semplici, ma sono quelli che rendono raro ciò che deve restare raro.
Gli effetti collaterali non si ripetono necessariamente a ogni seduta
Chi non ha avuto fastidi alla prima iniezione tende a tollerare bene anche le successive, ma non è una regola fissa e preferisco non dare per scontato il decorso.
Durante un ciclo di più sedute, distanziate di 7-14 giorni, prima di ogni nuova iniezione chiedo come sono andati i giorni precedenti e controllo il ginocchio. Se qualcosa non mi convince, salto la seduta e rivaluto.
Anche il fastidio dell’ago cambia molto da persona a persona e da una volta all’altra, ma dura pochi secondi.
Quando chiamare, e perché preferisco una telefonata in più
Ai miei pazienti lascio un riferimento per contattarmi e ripeto, prima che escano dall’ambulatorio, quali segnali devono spingerli a farlo.
La regola che do è questa: se il ginocchio migliora, anche lentamente, si può aspettare il controllo. Se peggiora di giorno in giorno, se compare febbre o se la pelle diventa rossa e calda, si chiama subito.
Una telefonata in più richiede pochi minuti; un’infezione riconosciuta tardi ha conseguenze molto più pesanti. Nella maggior parte dei casi, comunque, la risposta al telefono è rassicurante e basta a far passare l’ansia della serata.
Domande frequenti
Posso prendere un antinfiammatorio se il ginocchio si gonfia?
Spesso sì, ma è meglio sentirmi prima. Così valutiamo insieme se il gonfiore rientra nella normale reazione dei primi giorni e scegliamo il farmaco più adatto alle sue condizioni e alle terapie che già assume.
Il ginocchio impastato dei primi due giorni è un effetto collaterale?
È la reazione locale attesa, non una complicanza. Nei primi due giorni il ginocchio può risultare impastato e leggermente dolente, poi la sensazione passa da sola e il beneficio comincia ad arrivare per gradi.
Dopo quanti giorni posso considerarmi tranquillo?
La maggior parte dei fastidi passa entro 48 ore. Se il ginocchio, giorno dopo giorno, migliora anziché peggiorare, il decorso è quello atteso. I segnali che meritano attenzione compaiono di solito entro la prima settimana.
L’acido ialuronico ha effetti sul resto del corpo?
Praticamente no. Agisce all’interno dell’articolazione e, a differenza del cortisone, non modifica la glicemia né la pressione. Per questo è spesso una scelta comoda nei pazienti con diabete, con ipertensione o con altre terapie in corso.
Prendo anticoagulanti: devo sospenderli prima dell’infiltrazione?
Non di sua iniziativa. Me lo segnali in visita: nella maggior parte dei casi l’infiltrazione si può fare comunque, con qualche attenzione in più. Se serve una modifica della terapia, la concordiamo con chi l’ha prescritta.
Ho avuto una reazione dopo la prima iniezione: posso continuare il ciclo?
Ne parliamo prima di proseguire. Spesso si riprende con un prodotto diverso o con tempi più distanziati. In altri casi conviene fermarsi e valutare un trattamento alternativo, in base a quanto è stata intensa quella reazione e a quanto è durata.
Posso fare l’infiltrazione se ho l’influenza?
Meglio rimandare. In presenza di febbre o di un’infezione in corso preferisco spostare l’appuntamento di qualche giorno: non è un divieto, ma una precauzione semplice, che evita confusione se poi il ginocchio si gonfia o compare altra febbre.
Il gonfiore che avevo prima può peggiorare dopo l’iniezione?
Nelle prime ore il ginocchio può sembrare più pieno, perché ha ricevuto del liquido in più. Se il gonfiore aumenta nei giorni successivi, invece, va controllato: in quel caso spesso aspiro il liquido e lo valuto.
Dott. Gabriele Drago
Ortopedico, specialista del ginocchio
Specializzato in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, dal 2017 si dedica alla chirurgia del ginocchio: protesi, anche con tecnica robotica, legamenti, menisco e trattamenti ambulatoriali. Opera all’Ospedale Privato Accreditato Villa Regina di Bologna e riceve in Emilia-Romagna, nelle Marche e in Sicilia.
Categorie: Infiltrazioni