Quanto costa la protesi di ginocchio robotica

di Dott. Gabriele Drago 8 min di lettura

Non esiste una cifra unica: il costo dipende dalla struttura, dal regime di ricovero e dal tipo di protesi. In convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale l’intervento non ha un costo diretto per il paziente; in libera professione la struttura prepara un preventivo dopo la visita. Qui spiego le voci di spesa e le domande da fare.

Chi promette una cifra unica sta semplificando troppo

Capisco bene chi cerca un numero: organizzare un intervento significa anche fare i conti con il bilancio familiare, e un’informazione vaga crea ansia. Allo stesso tempo, un prezzo letto su internet rischia di essere fuorviante.

Il motivo è semplice: ogni ginocchio porta a un intervento un po’ diverso. Una protesi parziale e una totale hanno componenti e tempi differenti; un paziente con altre malattie può avere bisogno di qualche giorno di degenza in più.

Preferisco quindi spiegare di che cosa è fatto il costo, così da poter leggere un preventivo con occhi consapevoli: nella protesi di ginocchio robotica le voci sono quelle di un intervento di protesi, più la TAC di pianificazione e il sistema robotico.

Il «costo della protesi» è in realtà un pacchetto di prestazioni

Quando si parla di costo si mettono insieme voci molto diverse tra loro, alcune legate alla struttura, altre all’équipe, altre ancora ai materiali. Le principali sono queste:

  • la protesi, cioè le componenti impiantate, che variano per modello e per tipo;
  • il ricovero, con sala operatoria, degenza, farmaci, assistenza infermieristica e fisioterapia in reparto;
  • l’équipe: chirurgo, aiuti, anestesista e personale di sala;
  • la tecnica robotica, con i materiali monouso dedicati e la pianificazione;
  • gli esami preoperatori e la TAC di pianificazione, che resta a carico del paziente.

Fuori dal ricovero restano le visite di controllo, le radiografie a distanza e la fisioterapia. Sono voci che pesano e che conviene conoscere prima, non dopo. Metterle in fila, una per una, è il modo più semplice per capire se due proposte sono davvero confrontabili.

In convenzione con il Servizio Sanitario l’intervento non si paga

Se l’intervento avviene in regime di convenzione, in un ospedale pubblico o privato accreditato, il paziente non sostiene il costo dell’intervento né quello della degenza.

Possono restare a carico i ticket per visite ed esami ambulatoriali prescritti prima e dopo il ricovero, secondo le regole della Regione e le eventuali esenzioni per patologia o reddito.

Anche con la tecnica robotica l’intervento si esegue in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale oppure in libera professione, e il percorso praticabile si definisce dopo la visita. Resta comunque a carico del paziente la TAC di pianificazione, anche quando l’intervento è in convenzione.

In libera professione conta che cosa comprende il preventivo

In libera professione il paziente sceglie il chirurgo e sostiene il costo delle diverse voci. La struttura prepara un preventivo che di norma comprende ricovero, sala operatoria e protesi, mentre l’onorario dell’équipe può essere indicato insieme o separatamente.

Chiedere un preventivo scritto e dettagliato è una buona idea, anche per capire che cosa succede se il ricovero si prolunga per motivi clinici o se durante l’intervento serve un componente diverso.

Per il mio percorso in libera professione l’indicazione economica viene data dopo la prima visita, quando sono chiari il tipo di intervento, il regime di ricovero e il modello di protesi: solo a quel punto le voci del preventivo sono definite.

La tecnologia robotica ha costi che qualcuno deve sostenere

Il sistema robotico comporta spese che la tecnica tradizionale non ha: l’acquisto e la manutenzione dell’apparecchiatura, i materiali monouso utilizzati in ogni intervento, la TAC aggiuntiva e il tempo dedicato alla pianificazione.

In regime privato queste voci possono riflettersi sul preventivo, in misura diversa da struttura a struttura. In convenzione restano invece a carico dell’ospedale, con l’unica eccezione della TAC di pianificazione, che il paziente paga comunque.

Per valutare se la spesa abbia senso nel tuo caso serve capire che cosa la tecnica può offrirti davvero, cioè quale differenza tra protesi robotica e protesi tradizionale è misurabile oggi.

Le assicurazioni coprono spesso, ma con condizioni precise

Molte polizze sanitarie e fondi integrativi, anche quelli legati al contratto di lavoro, coprono gli interventi ortopedici in tutto o in parte. Le condizioni però cambiano parecchio da contratto a contratto.

Alcune polizze operano solo in strutture convenzionate con la compagnia, altre rimborsano dopo l’intervento presentando le fatture, altre ancora prevedono massimali, franchigie o periodi di carenza iniziale.

Il consiglio pratico è contattare la compagnia prima di fissare la data, con la descrizione della procedura, e farsi confermare per iscritto che cosa è coperto. Una telefonata generica, in genere, non basta.

Dopo la dimissione arrivano spese che nessuno ricorda

La fisioterapia prosegue per alcune settimane, a domicilio o in studio, e ha un costo che dipende dal regime scelto e dalla Regione: nel primo mese servono almeno tre incontri a settimana con un fisioterapista. È la voce che più spesso sorprende chi ha pianificato solo l’intervento.

Ci sono poi le visite di controllo, le radiografie a distanza e piccoli ausili: stampelle, un rialzo per il water, calze elastiche, a volte una sedia per la doccia. Sono spese contenute, ma si sommano.

Chi rientra al lavoro più tardi del previsto deve mettere nel conto anche i giorni non lavorati, che dipendono dal recupero dopo una protesi robotica.

Come confrontare due preventivi senza sbagliare

Più che il totale, conta che cosa c’è dentro. Due cifre simili possono nascondere contenuti molto diversi: ecco le voci da verificare una per una prima di firmare.

VoceChe cosa comprendeDomanda da fare
ProtesiComponenti impiantate e cementoÈ inclusa nel preventivo o a parte?
DegenzaGiorni previsti, camera, assistenzaChe cosa succede se resto un giorno in più?
EsamiEsami preoperatori; la TAC di pianificazione resta a carico del pazienteQuali esami sono compresi e quali prenoto io?
FisioterapiaSedute in reparto e dopo la dimissioneFino a quando è inclusa?
ControlliVisite e radiografie dopo l’interventoQuanti sono compresi e per quanto tempo?

Perché non do cifre prima di aver visto il ginocchio

Un preventivo costruito senza conoscere il ginocchio rischia di cambiare strada facendo, e questo è il modo peggiore per affrontare un intervento programmato.

Prima valuto la radiografia e il quadro clinico, poi stabilisco se serve una protesi totale o parziale e con quale tecnica. Solo a quel punto ha senso parlare di numeri, perché le voci sono definite.

C’è anche un motivo di metodo: la scelta dell’intervento non deve dipendere dal preventivo. Se un’opzione costa meno ma non è adatta al tuo ginocchio, non è un risparmio: è un problema rimandato.

Quando invece il quadro è chiaro, parlare di costi diventa semplice. Ai miei pazienti spiego che cosa prevede il percorso, quali voci restano a loro carico e in quali momenti verranno chieste, così da poter organizzare tutto senza tensioni.

Domande frequenti

La prima visita è a pagamento?

In libera professione sì, e la visita ortopedica dura circa 30 minuti; le tariffe variano da centro a centro. Se si tratta solo di guardare degli esami, il paziente non paga. In regime SSN serve in genere la prescrizione del medico di famiglia, mentre in libera professione si prenota direttamente in segreteria.

Il costo cambia tra protesi parziale e totale?

Può cambiare, perché componenti, tempi operatori e giorni di degenza sono diversi. Non è però una scelta che si fa per motivi economici: la decisione dipende da quanto e dove il ginocchio è consumato e dallo stato dei legamenti.

È possibile rateizzare la spesa?

Alcune strutture offrono forme di pagamento dilazionato o convenzioni con società finanziarie. È una possibilità che va verificata direttamente con l’amministrazione dell’ospedale, perché non dipende dal chirurgo. Conviene chiederlo prima di fissare la data, insieme alle modalità e ai tempi di pagamento previsti.

Il preventivo può cambiare dopo l’intervento?

Può succedere se il decorso richiede giorni di degenza aggiuntivi o materiali diversi da quelli previsti. Per questo chiedo sempre di far mettere per iscritto che cosa accade in questi casi, prima di firmare, così da non avere sorprese al momento della dimissione.

Chi paga la fisioterapia dopo la dimissione?

Dipende dal percorso: in alcuni casi rientra nel Servizio Sanitario con prescrizione, in altri è a carico del paziente o dell’assicurazione. Conviene organizzarla prima dell’intervento, per non perdere le settimane più utili. Nel primo mese chiedo almeno tre incontri a settimana con un fisioterapista, in studio o a domicilio: quando le condizioni familiari lo consentono, il rientro a casa è il percorso che preferisco.

I materiali costano di più se la protesi è robotica?

La protesi in sé è simile, ma ogni intervento con il braccio robotico richiede materiali monouso dedicati. Questi costi, in regime privato, possono incidere sul preventivo; in convenzione restano invece a carico della struttura e non vengono chiesti al paziente, a parte la TAC di pianificazione.

Dott. Gabriele Drago

Ortopedico, specialista del ginocchio

Specializzato in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, dal 2017 si dedica alla chirurgia del ginocchio: protesi, anche con tecnica robotica, legamenti, menisco e trattamenti ambulatoriali. Opera all’Ospedale Privato Accreditato Villa Regina di Bologna e riceve in Emilia-Romagna, nelle Marche e in Sicilia.

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Categorie: Chirurgia robotica del ginocchio

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