Con la protesi al ginocchio ci si può inginocchiare?
di Dott. Gabriele Drago 8 min di lettura
Dal punto di vista meccanico la posizione non danneggia l’impianto, ma dopo una protesi di ginocchio inginocchiarsi è sconsigliato, e chi lo fa comunque è meglio che non lo faccia prima di 6-8 settimane. Molti, inoltre, la trovano scomoda per la sensibilità della cicatrice. Quando serve, si riprova con gradualità e un appoggio morbido. Qui trovi perché lo sconsiglio, perché è fastidioso e come riabituarsi quando non si può farne a meno.
In generale lo sconsiglio, pur senza un divieto meccanico
Questa domanda me la fanno persone molto diverse tra loro: chi cura l’orto, chi gioca con i nipoti sul tappeto, chi va a messa, chi posa pavimenti o ripara impianti.
La risposta tecnica è semplice: la protesi non impedisce di stare in ginocchio. La mia indicazione, però, è di evitare quella posizione: la consiglio malvolentieri, perché concentra la pressione proprio sulla zona della cicatrice e, per molti, resta scomoda a lungo. Chi ha bisogno di inginocchiarsi è meglio che non lo faccia prima di 6-8 settimane dall’intervento.
Vale la pena distinguere le due cose, perché rinunciare per paura di rompere qualcosa è un peccato: nella protesi totale di ginocchio si sostituiscono le superfici consumate dell’articolazione, non le ossa della gamba.
Appoggiare il ginocchio a terra non rovina l’impianto
Le componenti della protesi sono progettate per sopportare carichi molto superiori a quelli della posizione in ginocchio. Appoggiarsi non le sposta, non le allenta e non ne accelera l’usura in modo significativo.
Uno studio pubblicato su The Knee nel 2003 (Hassaballa e colleghi) ha analizzato proprio la capacità di inginocchiarsi dopo protesi di ginocchio, osservando che la difficoltà riferita dai pazienti dipende in larga parte dalla percezione di fastidio, più che da un limite meccanico dell’impianto.
Nella pratica questo significa che chi riesce a superare il disagio iniziale, spesso scopre di potersi inginocchiare più di quanto pensasse.
C’è poi una componente psicologica che vedo spesso. Molti pazienti evitano la posizione per paura di «rompere qualcosa», e quella paura si autoalimenta: meno si prova, più il gesto sembra pericoloso. Sapere che l’impianto regge sollecitazioni ben maggiori cambia l’atteggiamento e rende possibile il primo tentativo.
Il problema è la pelle sopra la protesi, non la protesi
La cicatrice passa davanti al ginocchio, cioè esattamente nella zona su cui ci si appoggia. Nei primi mesi la pelle è sensibile, tesa e poco elastica, e il contatto con una superficie dura dà fastidio.
Accanto alla cicatrice, di solito sul lato esterno, rimane spesso una piccola area con sensibilità ridotta o alterata: durante l’accesso chirurgico si interrompono alcuni piccoli rami nervosi della pelle. Non è pericoloso, ma può dare formicolio o una sensazione strana.
Alcuni pazienti descrivono infine la percezione di «sentire» l’impianto sotto la pelle. Anche questa sensazione tende ad attenuarsi con il tempo, man mano che i tessuti si ammorbidiscono.
Ogni sensazione ha una spiegazione e un rimedio
Quando un paziente mi racconta che non riesce a stare in ginocchio, la prima cosa che faccio è capire che tipo di fastidio prova. Le risposte più frequenti sono queste.
| Che cosa senti | Causa probabile | Che cosa aiuta |
|---|---|---|
| Bruciore sulla cicatrice | Pelle ancora sensibile e poco elastica | Massaggio della cicatrice, appoggio morbido |
| Formicolio o zona addormentata | Piccoli rami nervosi cutanei interrotti | Tempo, abitudine graduale al contatto |
| Tensione davanti al ginocchio | Flessione ancora incompleta | Lavoro sul movimento con il fisioterapista |
| Dolore acuto e localizzato | Irritazione della borsa davanti alla rotula | Ridurre l’appoggio, valutare in visita |
Se proprio serve, non prima di 6-8 settimane
Il primo requisito è una ferita completamente guarita, senza croste né zone arrossate: uso suture intradermiche o punti riassorbibili, che rimuovo io stesso al primo controllo se ancora presenti. Il secondo è un ginocchio che si pieghi abbastanza, perché scendere in ginocchio richiede una buona flessione. Il terzo è la forza per rialzarsi in sicurezza.
Nelle prime settimane la ferita va tenuta asciutta e medicata, e la doccia si riprende dopo 20 giorni. Il ginocchio a terra, invece, resta da evitare: chi ha davvero bisogno di quella posizione è meglio che non la provi prima di 6-8 settimane, quando la cicatrice è matura. In pratica se ne parla al controllo dei 3 mesi, guardando cicatrice e flessione.
Il recupero della flessione è uno degli obiettivi della riabilitazione dopo la protesi di ginocchio e procede per fasi, settimana dopo settimana.
Inginocchiarsi si riallena come un esercizio
A chi non può farne a meno, per lavoro o per abitudini a cui tiene, propongo un percorso graduale, quasi un allenamento per la pelle e per la testa, da iniziare non prima di 6-8 settimane.
- iniziare su una superficie morbida, come il letto o un materassino, e non sul pavimento;
- usare un cuscino o una ginocchiera imbottita, come quelle da giardinaggio;
- scendere appoggiandosi a una sedia stabile, prima con il ginocchio sano e poi con quello operato;
- restare in posizione pochi secondi le prime volte, allungando il tempo nei giorni successivi;
- appoggiarsi un po’ più in basso, sulla parte alta della tibia, invece che sulla rotula.
Con questo metodo molte persone recuperano la posizione in modo accettabile. Altre continuano a trovarla scomoda: in quel caso conviene cercare alternative, come sgabelli bassi da giardinaggio o attrezzi con il manico lungo.
Avere la rotula protesizzata non cambia il risultato
Durante l’intervento, in alcuni casi, si ricopre anche la superficie posteriore della rotula con un componente in polietilene; in altri la rotula viene lasciata com’è. La scelta dipende dallo stato della cartilagine e dalla valutazione in sala operatoria.
I pazienti mi chiedono spesso se questo cambi la possibilità di inginocchiarsi. Nella pratica il fastidio dipende molto più dalla cicatrice e dalla sensibilità della pelle che dal trattamento della rotula.
Chi vuole sapere come è stato trattato il proprio ginocchio trova l’informazione nella descrizione dell’intervento consegnata alla dimissione. È un documento che conviene conservare, insieme alle radiografie, che a distanza di anni si ripetono una volta ogni 3 anni.
Accovacciarsi è un’altra cosa, e spesso più difficile
Inginocchiarsi significa appoggiare il ginocchio a terra; accovacciarsi significa piegare molto entrambe le ginocchia restando sui piedi. Sono due gesti diversi, con richieste diverse.
L’accosciata profonda richiede una flessione che molte protesi non raggiungono e sollecita di più l’articolazione. Per questo, di solito, risulta meno praticabile della posizione in ginocchio.
Per raccogliere oggetti da terra suggerisco un’alternativa semplice: piegarsi con una gamba avanti e l’altra indietro, tenendo la schiena dritta, oppure usare una pinza con il manico lungo. La stessa logica vale per gli sport possibili con la protesi al ginocchio: si cercano i movimenti che non chiedono al ginocchio torsioni e impatti.
Chi lavora in ginocchio va preparato prima dell’intervento
Per piastrellisti, idraulici, giardinieri e meccanici la questione non è teorica: da quella posizione dipende il lavoro. Con questi pazienti ne parlo prima dell’operazione, non dopo.
Significa mettere in conto un rientro graduale, scegliere ginocchiere professionali ben imbottite, organizzare pause frequenti e, in alcuni casi, rivedere per un periodo le mansioni.
Significa anche essere onesti sulle aspettative: alcuni recuperano la posizione senza difficoltà, altri restano limitati e devono adattare il modo di lavorare. Dirlo prima evita delusioni e permette di organizzarsi per tempo.
Domande frequenti
La zona insensibile vicino alla cicatrice passa?
Spesso si riduce nei mesi successivi, ma in alcuni pazienti resta una piccola area meno sensibile in modo permanente. Non influisce sul funzionamento del ginocchio e con il tempo si smette quasi sempre di farci caso.
Posso pregare in ginocchio in chiesa?
La posizione resta sconsigliata, ma chi vuole mantenerla può riprovarla non prima di 6-8 settimane, quando la ferita è guarita e il ginocchio si piega abbastanza. Un inginocchiatoio imbottito o un piccolo cuscino rendono la posizione molto più comoda, e permettono di restare qualche minuto senza fastidio anche nelle funzioni più lunghe.
Con la protesi parziale ci si inginocchia meglio?
Alcuni pazienti con protesi monocompartimentale riferiscono meno fastidio, forse per una cicatrice più piccola e per tessuti meno interessati. La scelta del tipo di protesi dipende però dall’estensione dell’artrosi, non da questo aspetto, e va fatta su basi cliniche.
Dopo essere stato in ginocchio il ginocchio si gonfia: è grave?
Un gonfiore lieve che passa in poche ore non preoccupa. Se invece compare ogni volta, o se si accompagna a dolore acuto, calore e arrossamento sopra la rotula, conviene farsi vedere per escludere un’irritazione della borsa.
Quali ginocchiere conviene usare?
Quelle da giardinaggio o da lavoro con imbottitura spessa e morbida, che distribuiscono la pressione su tutta la superficie. Meglio evitare i modelli rigidi e sottili, pensati per lo sport, che concentrano l’appoggio proprio sulla zona della cicatrice.
Posso giocare per terra con i nipoti?
Sì, preferibilmente senza appoggiare il ginocchio a terra: un tappeto morbido, un cuscino sotto il ginocchio, oppure stare seduti con le gambe distese. Molti nonni trovano un loro equilibrio con qualche prova, senza rinunciare al tempo con i bambini.
Per quanto tempo posso restare in ginocchio?
Non c’è un limite stabilito, e proprio perché la posizione è sconsigliata conviene restarci il meno possibile: il criterio è il comfort. Conviene iniziare con pochi secondi e aumentare gradualmente, cambiando posizione appena compare fastidio. Restare a lungo fermi nella stessa posizione rende il rialzarsi più faticoso e il ginocchio più rigido.
Dott. Gabriele Drago
Ortopedico, specialista del ginocchio
Specializzato in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, dal 2017 si dedica alla chirurgia del ginocchio: protesi, anche con tecnica robotica, legamenti, menisco e trattamenti ambulatoriali. Opera all’Ospedale Privato Accreditato Villa Regina di Bologna e riceve in Emilia-Romagna, nelle Marche e in Sicilia.
Categorie: Protesi di ginocchio