Che cos’è la revisione di protesi di ginocchio
di Dott. Gabriele Drago 8 min di lettura
La revisione è l’intervento con cui si rimuove una protesi di ginocchio che non funziona più e la si sostituisce con nuove componenti. Si esegue quando l’impianto è usurato, instabile, infetto o si è scollato dall’osso, dopo aver individuato con precisione la causa. Qui trovi come funziona e cosa comporta.
Revisione non significa che qualcosa è andato storto
Quando pronuncio la parola «revisione» vedo spesso preoccupazione sul viso dei pazienti. Suona come la correzione di un errore, e non è così.
Una revisione è semplicemente un secondo intervento sulla stessa articolazione, fatto per risolvere un problema comparso nel tempo. Una protesi è un dispositivo meccanico che lavora per anni dentro un corpo vivo: che una minoranza di impianti abbia bisogno di essere sostituita rientra nelle cose previste.
È un ambito della chirurgia protesica a cui ho dedicato una formazione specifica: la revisione di protesi di ginocchio è un intervento più lungo e più complesso del primo impianto.
Primo impianto e revisione sono due interventi diversi
Il primo impianto si esegue su un ginocchio consumato dall’artrosi, ma con un osso ancora integro. Si rimuovono pochi millimetri di superficie e si posizionano le componenti.
Nella revisione si lavora su un ginocchio già operato. Bisogna rimuovere l’impianto precedente, spesso cementato, gestire un osso che nel frattempo si è assottigliato, ricostruire l’equilibrio dei legamenti e riempire gli spazi vuoti.
È un intervento più lungo, che richiede strumenti dedicati, componenti speciali e una pianificazione molto più dettagliata: la durata va in genere dai 90 ai 120 minuti e il ricovero è di circa 7 giorni. Per questo la revisione è considerata un capitolo a sé della chirurgia del ginocchio, e non una semplice ripetizione del primo intervento.
Le cause che portano a una revisione sono poche e conosciute
La grande maggioranza delle protesi funziona per molti anni: secondo un’analisi dei registri pubblicata su The Lancet nel 2019 (Evans e colleghi), circa otto protesi totali su dieci sono ancora al loro posto dopo venticinque anni.
Quando invece qualcosa non va, le cause si ripetono. Uno studio pubblicato sul Journal of Arthroplasty nel 2014 (Sharkey e colleghi) ha analizzato le revisioni eseguite in un grande centro, mostrando che infezione, mobilizzazione e instabilità sono tra i motivi più frequenti.
Conoscere le cause serve al paziente più di quanto sembri: permette di riconoscere i segnali e di arrivare alla visita prima che il problema si aggravi, cioè di capire quando una protesi va sostituita.
A ogni causa corrisponde un tipo di intervento
Questa tabella riassume le situazioni più comuni e il tipo di revisione che comportano.
| Causa | Che cosa si sostituisce | Nota |
|---|---|---|
| Usura dell’inserto in polietilene | Spesso solo l’inserto | Se le parti metalliche sono ben fissate |
| Mobilizzazione delle componenti | Le componenti scollate dall’osso, a volte tutte | Può servire ricostruire l’osso perso |
| Instabilità | Inserto o impianto con maggiore vincolo | Dipende dallo stato dei legamenti |
| Infezione | In genere tutto l’impianto | Nella maggior parte dei casi in due tempi chirurgici |
| Frattura intorno alla protesi | Dipende dalla stabilità dell’impianto | A volte basta fissare la frattura |
Non si cambia sempre tutta la protesi
È uno dei punti che rassicura di più i pazienti. La revisione può essere parziale o totale, e la scelta dipende dalla causa del problema.
L’esempio classico di revisione parziale è la sostituzione del solo inserto in polietilene consumato, quando le componenti metalliche sono ben fissate e in buona posizione. È un intervento più contenuto, con un recupero più rapido.
Nella revisione totale si rimuove tutto l’impianto e si utilizzano protesi da revisione: steli più lunghi che si ancorano in profondità nell’osso, spessori metallici che compensano l’osso mancante e, se i legamenti non sono più affidabili, un grado di vincolo maggiore che restituisce stabilità al ginocchio.
In caso di infezione la strategia cambia del tutto
Quando la causa è un’infezione, l’obiettivo non è solo meccanico: bisogna eliminare i germi, altrimenti il problema si ripresenta con la protesi nuova.
La revisione si esegue nella maggior parte dei casi in due tempi. Si rimuove la protesi e si posiziona una protesi provvisoria ancorata con cemento che rilascia antibiotico; solo quando l’infezione è risolta si impianta la protesi definitiva.
Nel post-operatorio si somministrano antibiotici per via endovenosa, con il paziente ricoverato in ospedale. Dopo circa 10 giorni arrivano gli esiti degli esami colturali, che permettono di mirare la terapia e spesso di proseguirla a casa con antibiotici da assumere per bocca. Quando l’infezione è risolta si procede con il reimpianto della protesi definitiva, altrimenti si rivaluta la terapia insieme allo specialista infettivologo, che segue il caso con noi. È un percorso lungo e impegnativo, ma è quello che offre le migliori possibilità di risolvere l’infezione.
La strategia dipende anche dal germe, dallo stato dei tessuti e dalle condizioni generali del paziente. I segni di una protesi infetta sono il punto di partenza di tutto il percorso.
La diagnosi precisa vale metà del risultato
Questa è la parte del lavoro che i pazienti vedono meno e che conta di più. Prima di programmare una revisione bisogna sapere con esattezza perché la protesi non funziona.
Il percorso comprende la visita, le radiografie confrontate con quelle degli anni precedenti, spesso una TAC, gli esami del sangue per gli indici di infiammazione ed eventualmente il prelievo di liquido dal ginocchio per escludere un’infezione.
Richiede tempo e metodo, ed è un tempo ben speso: operare senza una causa chiara espone a risultati deludenti. Una delle ipotesi da escludere è che la protesi si sia mobilizzata, cioè scollata dall’osso.
La documentazione del primo intervento è il pezzo più prezioso
Alla visita chiedo di portare tutto quello che riguarda il primo intervento: la descrizione dell’operazione, il modello di protesi impiantato, la lettera di dimissione, le radiografie fatte negli anni.
Servono per sapere che cosa troveremo, quali strumenti preparare e quali componenti ordinare. Una revisione pianificata bene è un intervento molto diverso da una revisione improvvisata.
Durante gli anni all’Istituto Ortopedico Rizzoli ho partecipato a studi scientifici sulle infezioni delle protesi dopo chirurgia oncologica, e ho seguito corsi specifici sulla chirurgia di revisione del ginocchio, tra cui il Florence Knee Course 2025. È un campo in cui esperienza e metodo fanno davvero la differenza.
Il recupero è più lento e le aspettative vanno calibrate
Il carico è in genere progressivo e a tolleranza già da subito, come dopo una protesi normale: in alcuni casi, quando è stato necessario ricostruire l’osso, si attendono sei settimane prima di appoggiare il peso. Stampelle e programma di riabilitazione dipendono dal tipo di intervento eseguito: sostituire un inserto è molto diverso da ricostruire un osso impoverito, e nel complesso il recupero richiede più tempo rispetto al primo impianto.
Anche il risultato va guardato con realismo. L’obiettivo è un ginocchio stabile e utilizzabile nella vita quotidiana, con un dolore ridotto ma spesso ancora presente; rispetto al primo impianto i risultati sono in media meno prevedibili e i rischi più alti.
Parlarne prima, con franchezza, aiuta a scegliere con consapevolezza e a vivere meglio i mesi successivi, compreso il recupero dopo una revisione di protesi.
Domande frequenti
Una protesi che fa male va rifatta?
No. Prima si cerca la causa del dolore, che in alcuni casi non dipende dall’impianto ma dai tessuti intorno, dall’anca o dalla schiena. Se la protesi è ben fissata e stabile, la revisione raramente risolve il problema: si esegue solo se la causa del dolore è spiegabile con un difetto tecnico.
Si può fare la revisione se il primo intervento è stato eseguito da un altro chirurgo?
Sì, succede spesso ed è del tutto normale. Serve tutta la documentazione disponibile sul primo intervento e sul modello di protesi impiantato, perché permette di pianificare l’operazione nei dettagli e di scegliere in anticipo strumenti e componenti necessari.
Quante volte si può rifare una protesi?
Non c’è un numero fisso stabilito. Ogni nuova revisione è però in genere più complessa della precedente, perché l’osso disponibile si riduce. È uno dei motivi per cui la pianificazione e la scelta del momento sono così importanti.
Che tipo di anestesia si usa?
L’anestesia è spinale, associata a blocchi nervosi periferici per il controllo del dolore post-operatorio. I dettagli vengono definiti insieme all’anestesista durante la valutazione che precede il ricovero.
Dopo una revisione si perde movimento?
Può succedere, perché i tessuti sono già stati operati una volta e tendono a irrigidirsi di più. Un buon programma di riabilitazione, iniziato presto e seguito con costanza, resta lo strumento migliore per limitare questa perdita di mobilità.
La revisione si esegue in tutte le strutture?
No, richiede esperienza specifica, strumentari dedicati e componenti da revisione disponibili in sala. Per questo viene eseguita in centri organizzati per questo tipo di chirurgia: io opero presso l’Ospedale Privato Accreditato Villa Regina di Bologna, in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale oppure in libera professione.
Ha senso chiedere un secondo parere prima di una revisione?
Certamente, ed è una scelta che comprendo bene. Una revisione è un intervento impegnativo: confrontare due opinioni diverse, portando a entrambe la stessa documentazione completa, aiuta ad arrivare alla decisione con più serenità e consapevolezza.
Dott. Gabriele Drago
Ortopedico, specialista del ginocchio
Specializzato in Ortopedia e Traumatologia all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, dal 2017 si dedica alla chirurgia del ginocchio: protesi, anche con tecnica robotica, legamenti, menisco e trattamenti ambulatoriali. Opera all’Ospedale Privato Accreditato Villa Regina di Bologna e riceve in Emilia-Romagna, nelle Marche e in Sicilia.
Categorie: Protesi di ginocchio